Ponte sul torrente Palobbia

Ceto (BS), 2017

per

Comune di Ceto

Lunghezza ca. 40 m

Progetto di fattibilità, progettazione definitiva ed esecutiva, Direzione Lavori, Coordinamento per la Sicurezza in fase di Esecuzione

con

Holzner & Bertagnolli Engineering Srl, De Biasio Progetti Srl, Geologo M. Marella, Ing. Gaia L. Brasca

Allegato

Dall’inizio del Novecento fino al 2 giugno 2013 il superamento del torrente Palobbia, affluente del fiume Oglio, è avvenuto grazie al Ponte Lungo realizzato dal genio militare durante la prima guerra mondiale. Il Ponte Lungo si sviluppava all’interno dell’area boschiva, facente parte del Parco dell’Adamello, caratterizzata da elementi di naturalità e panorami sulla valle di una ancora poco nota bellezza. Il contesto circostante è caratterizzato da sentieri, vecchie mulattiere militari e memorie storiche della Grande Guerra (teleferiche, costruzioni in pietra locale). La volontà di generare un impatto minimale nel rispetto dei resti del Ponte Lungo e dell’intorno, ha portato allo sviluppo di un concept pulito definito da linee “sottili e filanti”. Il manufatto si appoggia con leggerezza solo in corrispondenza delle sponde, evitando di intaccare i versanti rocciosi, che conducono al letto del fiume, con strutture permanenti ed invasive. La collocazione del nuovo ponte definitivo sul tracciato dell’esistente ponte provvisorio Bailey ha lo scopo di lasciare intatti i resti del vecchio Ponte Lungo, di non deturpare l’ambiente limitrofo con ulteriori opere di sbancamento in roccia e, per quanto possibile, di riuscire a sfruttare le sponde già in opera. L’impalcato del ponte è sostenuto da travi reticolari controventate, collocate all’intradosso, sia per minimizzare l’impatto delle strutture più imponenti in termini dimensionali sia per garantire nel tempo una migliore conservazione delle stesse (anche in funzione della manutenzione delle strade e del fabbricato). La dimensione delle travi primarie è alleggerita visivamente da piloni a sezione circolare, rastremati alle estremità, che richiamano, con la loro verticalità, i tronchi dell’ambiente boschivo circostante. La combinazione dei piloni con un sistema di cavi che assolvono la funzione statica e stabilizzante, contribuisce a generare un disegno complessivo che richiama e si riferisce alla memoria storica delle teleferiche che in tempo di guerra venivano utilizzate per il trasporto di merci e materiali in queste valli.

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